Premio Marostica Città di Fiabe

Un concorso di letteratura per l'infanzia dai 3 ai 14 anni.

Giuria prestigiosa e 27 anni di storia  in memoria della scrittrice Arpalice Cuman Pertile.





"Marostica Città di Fiabe" è il concorso di letteratura per l'infanzia e la preadolescenza promosso dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Marostica che chiama all'appello scrittori di ogni età e parte d'Italia.

Rinnovato nell'immagine e nei contenuti, è uno dei premi letterari italiani più prestigiosi rivolti alla letteratura per bambini, che vanta 27 anni di storia e una giuria di nomi importanti: dalle docenti universitarie di Letteratura per l'infanzia Donatella Lombello e Marnie Campagnaro alla scrittrice Beatrice Masini (traduttrice della saga dei Harry Potter e autrice del libro Tentativi di botanica degli affetti, selezione Premio Campiello); dall'editore Ermanno Detti alla poetessa Maria Giuseppina Quarenghi, fino ad Alessandro Quasimodo, figlio dell'illustre Premio Nobel!

Il concorso, a tema libero, è per testi inediti in lingua italiana, rivolti a bambini e ragazzi dai 3 ai 14 anni e si articola in tre categorie: poesie e filastrocche; fiabe, favole e racconti fantastici; racconti realistici.

Per i vincitori di ogni sezione è previsto un premio di 1.000 euro e la pubblicazione dell'opera nella speciale raccolta dedicata al concorso.

Il Premio è dedicato alla poetessa e scrittrice per l'infanzia Arpalice Cuman Pertile (1876-1958), autrice di più di 70 pubblicazioni, celebre non solo per il suo lascito intellettuale, ma anche per il suo impegno sociale e politico, soprattutto per le sue posizioni anti – interventiste che le costarono cattedra e esilio. Un bell'esempio per le nuove generazioni e per gli scrittori contemporanei per l'infanzia che potranno dare continuità narrativa e poetica ai valori sempre attuali della scrittrice.

Il bando scade il 23 aprile 2015. La cerimonia di consegna dei premi è prevista per il 14 novembre 2015.

Il bando è scaricabile dal sito: www.marosticacittadifiabe.it

Per la biografia di Arpalice Cuman Pertile: www.marosticacittadifiabe.it/arpalice

Facebook: https://www.facebook.com/marosticacittadifiabe

 

 

BOLOGNA CHILDREN’S BOOK FAIR 2014

di

Margherita D’Alessandro

Aspettata da mesi, preparata per quasi un anno, si apre lunedì 24 marzo la 51° edizione del Bologna Children’s Book Fair, la fiera del libro per ragazzi più importante in Italia, che fino a giovedì 27 occuperà lo spazio Fiere di Bologna.

Quest’anno una novità importante.

Contrariamente a quanto accadeva fino allo scorso anno, da sabato 22 marzo uno spazio sarà dedicato anche a bambini, genitori e non addetti ai lavori:Non ditelo ai grandi”, la prima edizione della Settimana del libro e della cultura per ragazzi,occuperà l’intero padiglione 33, che ospiterà questo evento nato dall’accordo con L’Associazione italiana Editori e il Centro per il libro e la lettura.

Un nuovo appuntamento, quindi, destinato non solo a laboratori, mostre, spettacoli e presentazioni, ma soprattutto alla riflessione e al confronto con i diretti destinatari dell’editoria per ragazzi.

Sabato 22 e domenica 23 lo spazio sarà dedicato alle famiglie, mentre i restanti giorni alle scuole, agli educatori e a quanti amano i libri per ragazzi.

Se siete curiosi andate a sbirciare qui:

http://www.settimanadellibroperragazzi.bolognachildrensbookfair.com/home/2424.html

 

Altra novità è lo spazio dedicato al mondo delle App. Visto l’incredibile sviluppo di questo settore negli ultimi tempi, il Bologna Book Fair ha dedicato una mostra a questo settore e ai vincitori del Digital Award:

per la fiction: Love (testo originale di Lowell A. Siff ; design originale e illustrazioni di Gian Berto Vanni; adattamento digitale di Gian Berto Vanni & Niño Studio)

per la non fiction: Pierre et le loup (diretto da Gordon e Pierre-Emmanuel Lyet, illustrazioni di Pierre-Emmanuel Lyet)

Il Brasile è il paese ospite. Grande è stata la partecipazione e l’interesse che questo Paese ha dimostrato negli anni con la sua presenza attiva al Bologna Book Fair grazie alla Fondazione della Biblioteca Nazionale (Fundação Biblioteca Nacional), la Fondazione Nazionale del libro per bambini e ragazzi (FundaçãoNacional do LivroInfantil e Juvenil) e la Camera brasiliana del libro (Câmara Brasileira do Livro).

Imperdibile allora la mostra Brazil: countlessthreads, countlesstales (Brasile: infiniti fili, infinite storie) comprendente il lavoro di ben 55 artisti, tra cui Ziraldo, Gian Calvi, Juarez Machado, Gerson Conforti e Regina Yolanda.

 

Altro appuntamento da non dimenticare è la proclamazione del vincitore dell’ Hans Christian Andersen Award, promosso da Ibby (International Board on Books for Young People), lunedì 24 in Sala Concerto. Una lista di sei autori e sei illustratori tra i candidati scelti:

 

Autori:
Ted van Lieshout, Netherlands
Houshang Moradi Kermani, Iran
Mirjam Pressler, Germany
Nahoko Uehashi, Japan
Renate Welsh, Austria
Jacqueline Woodson, USA
Illustratori:
Rotraut Susanne Berner, Germany
John Burningham, UK
Eva Lindström, Sweden
Roger Mello, Brazil
François Place, France
Øyvind Torseter, Norway

 

Siete curiosi di saperne di più?

Rimanete con noi e nel frattempo – se volete – andate a dare un’occhiata qui:

http://www.bookfair.bolognafiere.it/home/878.html

 

   

 

Chiamarlo amore (non) si può”

un progetto per le scuole
contro la violenza sulle donne


di R. Tiziana Bruno

 

Credo sia importante che i ragazzi riflettano sugli stereotipi, perché è proprio da questi che la violenza contro le donne trae alimento. Allo stesso modo è importante acquisire la capacità d’ascolto della voce “femminile”, troppo spesso ignorata. L’ascolto può rappresentare un prezioso punto di partenza per cercare insieme possibili soluzioni.

Partendo da questi presupposti ho elaborato un percorso didattico dal titolo “Chiamarlo amore (non) si può” che nei mesi di febbraio e marzo 2014 ha visto la partecipazione di 420 studenti, dai 12 ai 19 anni, di Campania e Lazio.

Obiettivo principale: creare spazi di riflessione e di ricerca sul fenomeno della violenza contro le donne.

Si è trattato di un vero e proprio viaggio alla scoperta degli stereotipi che circondano la figura della donna, ovunque nel mondo.

Ma non mi sono fermata alle scuole, ho pensato di coinvolgere anche gli enti locali, per la precisione il Comune di Napoli, dove il progetto ha avuto la sua base operativa. La risposta è stata immediata e forte, molto più di quanto mi aspettassi.

E proprio questa disponibilità delle istituzioni pubbliche ha reso possibile, a conclusione del percorso, l’organizzazione di una mostra di Letteratura e Arti visive sulla realtà femminile contemporanea, con opere provenienti da diversi continenti. Tra gli artisti italiani: Paolo Domeniconi, Arianna Papini, Sonia Possentini.

Il Sindaco De Magistris ha concesso il patrocinio morale all'iniziativa, seguendo in prima persona i lavori, e l’Assessore all’Istruzione ha incontrato gli studenti al Palazzo delle Arti di Napoli.

In questo modo si è concretizzato un aggancio tra la comunità scolastica e la società civile, aspetto importante per la riuscita di un progetto didattico che abbraccia un tema sociale di così vasta portata.

Il titolo del progetto si richiama all'antologia Chiamarlo amore non si può della Mammeonline Editrice, di cui sono coautrice. Si tratta del primo e unico testo destinato anche agli adolescenti, sul tema della violenza contro le donne.

Per circa due mesi, gli studenti hanno letto in classe i brani del libro. La lettura è servita a fornire tracce di riflessione, incoraggiando i ragazzi ad aprire brevi dibattiti e a produrre elaborati con la supervisione degli insegnanti. Si è discusso di stereotipi e differenze, di sistemi sociali e disequilibri nella relazione uomo/donna, di emozioni.

Il percorso si è concluso nella settimana dal 3 al 9 marzo durante la quale hanno preso vita due momenti formativi:

-un seminario di approfondimento delle tematiche trattate in classe
- la visita di una mostra d'arti visive con opere collegate alle storie del libro
Diverse performances dal vivo di musicisti, attori, cantanti hanno contribuito a rendere l'atmosfera leggera regalando emozioni e nuovi punti di vista.

Durante il seminario, in cui ho trattato il problema violenza da un punto di vista soprattutto sociologico, abbiamo messo a confronto una serie di riflessioni su:


stereotipi nel rapporto uomo/donna imposti dai media

la condizione e il ruolo della donna nel mondo

conoscenza degli aspetti sociali, economici e culturali del fenomeno violenza

ascolto della “voce femminile”

conoscenza di culture diverse attraverso gli occhi delle donne

valorizzazione della ricchezza nelle differenze


Successivamente, grazie alla collaborazione di associazioni e realtà locali di comunicazione visiva come: Factoria, Roll Studio e Hubstrat, le riflessioni degli studenti sono state condivise in un apposito spazio in rete.

Si è creata così una catena di pensieri, in un clima di libertà e di pieno incoraggiamento della creatività. Gli autori delle frasi (o poesie), ritenute più significative dagli stessi ragazzi, sono stati premiati con una copia del libro Chiamarlo amore non si può che contiene, oltre alle magnifiche storie, anche una speciale dedica del cantautore Edoardo Bennato.

Pochi giorni dopo la conclusione del progetto, la Facoltà di Scienze dell'Educazione di Bologna, nell'ambito del convegno “Fare e disfare il genere, percorsi formativi e buone pratiche nella scuola”, mi ha invitata ad esporre i contenuti dell'intero percorso. Anche il convegno, dunque, è stata un'occasione per proseguire la riflessione su queste tematiche, confontando esperienze simili che pian piano iniziano a diffondersi in Italia. Certo, le pratiche di questo tipo sono ancora pochissime, ma abbiamo cominciato a camminare..e questo è importante!

Chiunque volesse notizie dettagliate sul progetto e sulle modalità per attuarlo nella propria scuola, può scrivere qui oppure contattarmi attraverso il mio sito: www.rosatiziana.com




   

I SILENT BOOKS 

E

IL PROGETTO DI IBBY ITALIA

di

Margherita D’Alessandro

 

Avete presente quando aprite un libro e lo trovate pieno di immagini, ma senza una parola, una storia, un dialogo?

Di solito lo riponete e pensate “Questo è proprio per i piccolini!”.

Errore!

I libri che propongono storie con sole immagini si chiamano silent books e in Italia non sono molto diffusi perché le case editrici, contrariamente al resto dell’editoria straniera, dedicano poco spazio a questo genere di letteratura.

I silent books propongono storie [a volte ripropongono anche dei classici, come nel caso del Robinson Crusoe di Ajubel (Media Vaca – Spagna)] solo attraverso le immagini, siano esse foto o illustrazioni. Chiunque, quindi, a prescindere dalla lingua d’origine, può sfogliare questi libri e darne una propria lettura, una propria interpretazione.

 

«L’albo senza parole è un libro certamente di non immediata lettura – afferma la scrittrice Sophie Van der Linden – può allontanare i genitori, a volte dissuade i bambini, perché chiede di abbandonare il confort di una lettura abituale per, letteralmente, costruire senso!».

 

Di silent books se ne è parlato a Più libri Più liberi nell’incontro “LIBRI SENZA PAROLE – DESTINAZIONE LAMPEDUSA”, in cui Deborah Soria (Vicepresidente di Ibby Italia) ha presentato ad una platea di genitori, insegnanti ed esperti nel settore, il progetto che lega questo genere letterario al popolo lampedusano.

Nella convinzione che ogni bambino ha diritto a diventare un lettore, l’Associazione Ibby ha ideato un progetto per far nascere una biblioteca sull’isola di Lampedusa, da sempre terra di approdi, di incontri, di nascite e rinascite. I bambini immigrati che approdavano sull’isola spesso non avevano mai visto un libro, non avevano mai sognato e, soprattutto, non avevano mai avuto l’opportunità di essere bambini. Ecco allora l’idea di chiamare a raccolta case editrici e privati cittadini per dare il via ad una catena di solidarietà per un’isola in cui il coraggioso Sindaco, Giusi Nicolini, sognava

 

«una biblioteca per i bambini dell’isola, che possano imparare a distinguere l’orizzonte dal confine, per i bambini che passano, perché Lampedusa non sia soltanto la tappa di un viaggio».

 

 

 

Sono letteralmente piovuti centinaia di libri. Molte sono state le case editrici che si sono fatte promotrici con i loro progetti, come la Sinnos di Della Passarelli con le Biblioteche di Antonio.

Qualcuno si chiederà “Qual è stata la reazione dei bambini di nazionalità e lingue diverse di fronte a questi testi?”.

 

«Niente di più importante che far leggere ai bambini libri senza parole – sottolinea Sophie Van der Linden – per invitarli ad un atteggiamento attivo di lettori appassionati di figure. E non esiste lettura più universale e insieme più personale del racconto per immagini. Bisogna aver visto i bambini prendere e riprendere questi albi, commentarli con i propri compagni, essere fieri di mostrare i dettagli nascosti, i concatenamenti logici, bisogna soprattutto aver vissuto il bel silenzio che accompagna queste letture, per convincersene».

 

Se è vero che si chiamano “libri silenziosi” è anche vero che non lasciano mai spazio al silenzio della mente. Lo chiarisce bene Ahmad Redza Khairuddin, Presidente di Ibby International:

 

«Ci auguriamo che i bambini non rimangano in silenzio, speriamo diventino rumorosi ed eccitati, pensierosi e a loro agio, felici e tristi, che cantino  e ridano. Soprattutto vorremmo che costruissero un ponte che unisca bambini vicini e lontani, dando loro una comune conoscenza del mondo».

 

Un invito, questo, che da Lampedusa si estende a tutti i bambini del mondo perché come dice Deborah Soria «oggi Lampedusa è ovunque».

Se volete qualche esempio di silent books seguiteci nella rubrica Letti per voi e ne scoprirete di straordinari.

E magari date anche un’occhiata a questi siti:

http://www.letteratura.rai.it/articoli/deborah-soria-il-diritto-dei-bambini-di-accedere-alla-letteratura/23305/default.aspx

http://www.bibliotecasalaborsa.it/ragazzi/ibby/

http://www.ottimomassimo.eu/

http://www.sinnos.org/le-biblioteche-di-antonio/

 

Un silent book aspetta ciascuno di noi!

   

 

 

PIÙ LIBRI PIÙ LIBERI

La XII fiera nazionale della piccola e media editoria

di

Margherita D’Alessandro

 

Giovedì 5 dicembre 2013 torna a Roma, nei saloni del Palazzo dei Congressi, la dodicesima edizione di Più libri più liberi, la fiera della piccola e media editoria, che si concluderà domenica 8 dicembre dopo una carrellata di eventi, presentazioni di libri, incontri con gli autori e conferenze sul futuro della carta stampata.

Innumerevoli gli incontri che si alterneranno negli spazi riservati a grandi e bambini dalle 10,00 del mattino fino a tarda sera.

A guardare il ricchissimo programma il mio occhio si sofferma, naturalmente, sul settore ragazzi, che offre un ventaglio di proposte per tutti i gusti, sia al mattino per le scuole che al pomeriggio per genitori e figli e per gli appassionati.

Io ve ne consiglio alcuni.

La mattina di giovedì potete spaziare tra diversi laboratori: dalle Confessioni di un gatto killer (Sonda Edizioni) con l’illustratore Andrea Musso ad Arianna Papini che presenta È una parola (Kalandraka) fino alla Creazione di una storia a fumetti di Gud a cura di Tunué.

L’inaugurazione dello spazio ragazzi è previsto per le 13,30 con la presentazione della mostra Libri senza parole. Destinazione Lampedusa, mentre Nati per leggere vi aspetta alle 15,00 con il progetto sulla lettura destinato all’Azienda Ospedaliera San Giovanni Addolorata in collaborazione con le Biblioteche di Roma. Se poi volete attardarvi in fiera, alle 19 Ambrogio Sparagna, Annarita Colaianni e Alessandro Ferraro presentano Trillillì nel paese con le ali (a cura dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia).

Venerdì 6 imperdibile è il laboratorio di Annalisa Strada, che porta avanti da qualche mese il progetto da lei ideato, legato al libro di etica per ragazzi E se nessuno mi becca? di Bruce Weinstein e Tuono Pettinato (Il Castoro), come pure Carla Ghisalberti che presenta Il maialibro di Anthony Browne e Racconti per bambini di Chinto&Pinto (Kalandraka) e Rossella Fabbri e Roberta Calandra, che parleranno di Storie corsare (Edizioni Corsare).

Nel pomeriggio, invece, consiglio di portare i bambini al laboratorio A Papa Francesco vorrei dire... a cura di Il Pozzo di Giacobbe e Gruppo Il sicomoro, mentre agli addetti ai lavori proporrei di seguire, alle 18, Leggo dunque mi attivo, l'educazione ai diritti umani attraverso la lettura, in cui interverranno Alberto Emiletti, Ilaria Marchetti e Deborah Soria.

Immagino poi che sabato molti siano liberi da impegni di lavoro, quindi perché non essere più numerosi? Gli appuntamenti sono vere leccornie e per i mattinieri segnalo la presentazione della collana Mister Giallo di Coccole Books e quella del Premio Storia di Natale 2013 a cura di Le rane Interlinea e il laboratorio sul libro Il Buco di Øyvind Torseter con Carla Ghisalberti (Orecchio Acerbo). Chi, invece, non riesce ad arrivare prima di mezzogiorno potrà scegliere tra la presentazione del libro Facce di Antonella Abbatiello e Lorenzo De Tomasi (Topipittori) e il laboratorio I senza parole di Suzy Lee (Corraini Editore). Nel pomeriggio, invece, potrete ritrovarvi nel laboratorio del Semaforo blu con Tortinfuga. Ma le torte dove vanno? (Beisler Editore) o seguire la presentazione di La citila e Bacio a cinque di Lorenza Natarella e Giulia Sagramola (Topipittori). Per gli operatori nel settore, invece – insegnanti, bibliotecari o genitori attenti – consiglio di non mancare alle 12 alla presentazione di “Chiamarlo amore non si può” (Casa editrice Mammeonline), in cui l’editrice Donatella Caione illustrerà il lavoro di 23 scrittrici, i cui racconti hanno per tema la violenza contro le donne. Saranno presenti anche Rosa Tiziana Bruno, Maria Grazia PanunziCristiana Pezzetta, Maria Giuliana Saletta e Luisa Staffieri.

Se poi non siete di quelli che il giorno dell’Immacolata, 8 Dicembre, “si deve fare rigorosamente l’albero di Natale e il presepe”, Più libri più liberi vi accoglie con gli eventi dell’ultimo giorno.

Al mattino una bella lettura teatralizzata, ma solo per i più coraggiosi: si tratta, infatti, di MOSTRI – vietato accendere la luce. Alle 12, poi, non si può mancare alla presentazione di Rulba rulba! con Emanuela Bussolati (Carthusia Edizioni) per terminare scoprendo Piccoli Budda di Rossana Campo e Giovanna Noia (Gallucci editore) e il laboratorio sul libro Viva la natura morta! (Topipittori) e Facce di luce e di ombra (Biancoenero Edizioni) con Umberto Mischi, ispirato al libro Mr Munchausen.

A tutti gli adulti segnalo, invece, a conclusione delle quattro giornate, l’incontro di formazione Leggere i libri senza parole, condotto da Deborah Soria a cura di Ibby Italia.

 

Una lunga carrellata? Direi di sì, ma con ottime proposte come sono sempre quelle di Più libri più liberi.

Se vi è rimasta ancora qualche curiosità, non dovete fare altro che visitare il sito: www.piulibripiuliberi.it

 

E ricordate che, se dovete spostarvi o rimanere a Roma, l’importante è

PARTIRE DA UN LIBRO!

   

IL BASSOTTO OTTIMOMASSIMO

LA LIBRERIA VIAGGIANTE

di

Margherita D’Alessandro

 

Per chi vive in una grande città non è un problema, ma chi abita in un piccolo centro ha più volte sperimentato la difficoltà di avere a disposizione una libreria o semplicemente una biblioteca.

Non parliamo poi di quanto sia difficile avere a disposizione una libreria per ragazzi!

Allora qualcuno ha cercato di organizzarsi e di pensare una libreria che non sta ferma ad aspettare i lettori, ma che li raggiunge nei modi più disparati: dal Biblioburro di Luis Soriano, che porta i libri con un sistema di tasche laterali a dorso d’asino (in Kenia usano i cammelli e in Venezuela i muli), alla Bibliomoto del Perù, dal Bibliomigra di Torino, che porta in giro libri e giornali in lingua per incontri interculturali, al Bibliomotocarro di Antonio La Cava, maestro in pensione di Ferrandina (MT), che gira i paesini della Basilicata per portare i libri, che i bambini sfogliano, seduti sui gradini della piazza e poi li restituiscono.

Ma c'è una libreria viaggiante che ha il nome di un personaggio di un libro di Italo Calvino: Ottimomassimo.

Chi è Ottimomassimo? – si chiederà qualcuno di voi e poiché non voglio turbare il sonno di nessuno vi dirò subito che si tratta del bassotto del Barone Rampante.

Il Bassotto Ottimomassimo, quindi, è proprio il nome di una libreria viaggiante, una furgone che si apre lateralmente ed offre a domicilio, a piccoli e grandi lettori, classici e libri poco conosciuti, da leggere insieme alle libraie e acquistare.

«Com’è possibile che molti bambini ancora non conoscano il Dr Seuss? – mi dice Deborah Soria, che insieme a Tiziana Mortellaro hanno ideato questa splendida iniziativa già da qualche anno – Eppure se parliamo del Grinch o di Ortone e i piccoli Chi tutti ci rispondono “Ahhhhh, sììììì!”».

Tanti, infatti, sono i bambini che desidererebbero sfogliare libri, sentirli leggere, affondare il naso tra le pagine.

Allora ho pensato di rivolgere loro alcune domande per far tesoro della lunga esperienza nelle scuole e sulle strade.

 

Ciao Deborah, ciao Tiziana!

Raccontateci un po’ di voi e di come è nata l’idea del Bassotto Ottimomassimo.

È una storia cominciata alla fine del 2005. Già da molti anni lavoravamo in una grande libreria per bambini, in piazza SS Apostoli a  Roma. La “Mel Giannino Stoppani” è stata la prima grande libreria per bambini nata a Roma, un punto di riferimento per le famiglie e per tutte le librerie che hanno aperto dopo.

Per 6 anni abbiamo lavorato insieme, eravamo un gruppo affiatato ed entusiasta tenuto insieme da una direttrice meravigliosamente in gamba.

Poi però le cose sono cambiate. Le persone che la dirigevano anche. E noi non ce la sentivamo più di far parte di qualcosa in cui non credevamo e che era diventato una libreria come un’altra.

Allora per un po’ abbiamo ragionato su cosa fare. Ragionavamo con un’esperienza di 10 anni nel settore ed eravamo assolutamente consapevoli dei limiti di una libreria “fissa”. Così dapprima ci è venuto in mente di andare nelle scuole a fare attività e vendere libri con tavoli e scatole poi, per pigrizia, abbiamo cercato un modo un po’ più pratico e meno faticoso. Così è nata Ottimomassimo, la prima e ancora l’unica libreria itinerante d’Italia.

 

Secondo voi di quali libri avrebbero davvero bisogno i bambini?

Non è solo una questione di libri. Si, naturalmente avrebbero bisogno di libri di qualità, libri che nascondono un pensiero, libri che li fanno pensare, che li spingono, perché no, a sforzarsi.

Spesso invece i genitori preferiscono dargli qualcosa di facile, che conoscono tutti, Stilton, per intenderci. Secondo me la soddisfazione nel leggere un libro, la ricchezza di sentimenti che ti lascia dentro è un po’ una conquista. E le conquiste facili…lasciano il tempo che trovano.

Purtroppo quello che manca veramente non sono i libri ma i mediatori, coloro che possono condurre il bambino al libro giusto per lui. Spesso un bambino non diventa lettore perché nella sua vita non ha avuto la fortuna di incontrare il libro giusto. Per questo le biblioteche scolastiche e il bibliotecario dovrebbero esserci in ogni scuola, dovrebbero essere al centro della scuola!

 

Nella vostra esperienza di libraie qual è l’errore più frequente che commettono gli adulti nella scelta dei libri per bambini?

Dipende dagli adulti…

Il nostro lavoro itinerante ci permette di incontrarne di tipo molto diverso, a secondo del posto in cui vivono, delle possibilità che hanno. C’è chi non nega un libro a suo figlio purché sia di scuola, chi lo compra accompagnando l’acquisto con una minaccia “se non lo leggi…vedrai!”, chi lascia scegliere il figlio da solo perché non si vuole intromettere portando a casa magari un libro non adatto all’età di suo figlio…

Poi ci sono le volte, un po’ più rare, in cui genitori e figli si prendono una mezz’oretta per sfogliare insieme i libri, si divertono a farlo e scelgono, mediando, la cosa migliore andandosene via contenti e lasciando contente pure noi.

 

In questi anni qual è stato l’episodio più divertente che vi sia capitato?

Me ne vengono in mente molti. Quasi tutti hanno a che fare con le frasi che usano i genitori per far desistere i figli dall’acquisto dei libri (ma lo sai quanti pacchetti di figurine ti ci compri con i soldi che costa questo libro?). Questi episodi ci fanno ridere ma ci lasciano l’amarezza.

Molti episodi con i bambini invece ci fanno ridere e ci rendono felici di fare questo lavoro. Mi viene in mente soprattutto un laboratorio su Crepapanza, un gigante protagonista di una buffa storia dei Topipittori. Dopo la lettura una di noi entra in scena nascondendosi dietro un cartone che raffigura l’immagine di Crepapanza ed è incredibile constatare ogni volta che, anche se si vede benissimo che dietro il cartone ci siamo noi, i bambini sono convinti che quello sia davvero Crepapanza. Una volta una bambina preoccupata mi ha sussurrato all’orecchio “ehi, Crepapanza si è mangiato la tua amica

 

Quale invece l’esperienza più significativa?

Questa è una domanda difficile…è significativo ogni volta che vediamo che quello che facciamo ha un senso, quando nasce una bella collaborazione tra noi, i bambini, gli insegnanti. Quando ci capita di ritornare nella stessa scuola ed essere accolti come degli amici…

 

Cosa pensate sia fondamentale nelle scelte operate dalle case editrici? Ritenete che ci siano altre strade da battere, altre tematiche da proporre o altre modalità per dare nuova vitalità alla lettura?

Penso sia importante che la scelta sia frutto anche di un buon equilibrio tra linea editoriale, rispetto del lettore, bellezza della storia e delle illustrazione ma anche possibilità di vendere il libro. Ecco, spesso vediamo dei libri meravigliosi che però non riusciamo a vendere se non a genitori illuminati. Forse per un editore il parere di un libraio sarebbe importante. Per quanto riguarda gli editori che pubblicano libri brutti … ce ne sono tanti, ma su Ottimomassimo non li troverete.

 

Come facciamo allora per avervi tra noi?

Niente di più semplice! Per cominciare potreste visitare il nostro sito:

http://www.ottimomassimo.eu/

leggere il nostro blog:

http://www.ottimomassimo.eu/blog/

e se vi siamo piaciuti potete invitarci nella vostra scuola o nella piazza del paese.

Il Bassotto Ottimomassimo sarà felice di “scodinzolare” tra voi!

 

 

 

 

 

 

   

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