SIMBOLOGIA E SIGNIFICATI PSICOLOGICI NELLA FAVOLA DI CAPPUCCETTO ROSSO. RIFLESSIONI DI GRANDI STUDIOSI.

 di   Emanuela Di Pietro

La maggior parte degli studiosi della favola si è concentrata sulla versione dei fratelli Grimm o, al massimo, su quella di Perrault.
Tuttavia la favola di Cappuccetto rosso vanta una tradizione di interpretazioni ben più consistente.

INTERPRETAZIONE MITOLOGICA

Secondo alcune tradizioni, Cappuccetto rosso rappresenta l’allegoria della ciclicità solare: la protagonista rappresenta il sole, il lupo che la divora, rappresenta la notte, mentre la liberazione dalla pancia del mostro rappresenta il sorgere del sole. Così la bambina che attraversa il bosco per esser divorata dal lupo e rinascere dalla sua pancia rappresenta simbolicamente l’alternarsi quotidiano del giorno e della notte.

INTERPRETAZIONE ALLEGORICA: I RITI DI PASSAGGIO E LA CRESCITA

Il principale esponente di questa corrente è Vladimir Propp. Questa chiave di lettura propone una visione di Cappuccetto rosso come allegoria di riti di passaggio adolescenziali. La partenza di Cappuccetto rosso dalla sua casa rappresenta un rito di separazione, la permanenza nel bosco è un periodo di passaggio, il momento in cui viene divorata dal lupo nella casa della nonna, simboleggia una prova ‘iniziazione e il suo salvataggio dalla pancia del lupo la rinascita e l’ammissione nella società degli adulti.

Secondo questa corrente di pensiero, il lupo raffigura chiaramente una potenza malvagia, il cui scopo è deviare la bambina dal suo percorso di crescita, facendo in modo che Cappuccetto rosso prolunghi il più possibile il soggiorno nell’infanzia, costringendola ad una condizione di perpetua staticità. In, seguito Cappuccetto rosso incontra il lupo che ha ormai divorato la nonna. Questo momento rappresenta l’emergere della consapevolezza: la bambina comprende che per crescere deve affrontare gli eventi negativi che le si presentano e superare i propri limiti.

Secondo un’altra interpretazione tutta la fiaba si basa sul concetto di maternità; ogni personaggio principale è permeato da esso: la nonna è stata madre, Cappuccetto deve diventare tale, il lupo svolge una funzione paradossalmente materna alla fine della storia,dal suo ventre riemergono la nonna e la ragazza pronte ad una nuova possibilità di crescita. Il lupo terminato il suo ruolo di “partoriente”, torna ad essere malvagio come per ricordarci che anche le sventure sono in realtà portatrici di comprensione e di crescita.

CAPPUCCETTO ROSSO E L’IGNOTO

Un’ultima chiave di lettura proposta da E.Brasey e J.P.Debailleul , invita i lettori più appassionati a riflettere su un tema un po’ ambiguo che desta sensazioni contrastanti : l’ignoto. Ciò che non conosciamo ci spaventa e nello stesso tempo ci incuriosisce, ci fa chiedere cosa fare… La favola di Cappuccetto Rosso suggerisce di non perdere la curiosità di conoscere e il desiderio di cogliere le occasioni nuove, insolite e inattese che incontriamo lungo il nostro cammino. Da una lettura attenta emerge il consiglio di guardare ciò che sta intorno a noi, lasciandosi tentare dalle esperienze che si presentano. La dolce protagonista del racconto insegna, però che è importante stare sempre attenti a non smarrire la strada. Bisogna guardarsi intorno senza mai dimenticare di ciò che si è. Il cacciatore salva Cappuccetto Rosso dalla pancia del lupo, allo stesso modo un cuore vigile e una consapevolezza piena ci salvano da quello sconosciuto selvaggio che potrebbe inghiottirci. E’ bene dunque ascoltare, aprirsi, crescere, sperimentarsi sempre, senza perdersi mai.