12 fiabe per 12 mesi

Nel libro di Sabrina Ricauda Aimonino “12 fiabe per 12 mesi” si parla di un mondo fantastico in cui vivono esseri magici che spesso si trovano a dover affrontare problemi abbastanza comuni anche tra noi umani. C'è il vispo folletto Fiore, il burbero Mago Arcoiris, la simpatica strega Ortega, gli inseparabili gemelli Sol e Luna.. e tanti altri piccoli amici che, tramite le loro avventure fantastiche, accompagnano i lettori nella loro crescita.Favole a merenda vi invita a leggerne una al mese insieme ai vostri figli o nipotini. Qui il link per altre informazioni e per ordinarlo.


Il piccolo mondo
tratto da “12 fiabe per 12 mesi” di Sabrina Ricauda con il permesso dell'Autrice.

Vivo ormai da diversi anni in un piccolo paesino di campagna. La mia casa è un
po’ fuori dal centro abitato ed è in parte circondata da boschi, mentre la
facciata anteriore dà su una stradina sterrata che mi unisce al resto del
mondo. Mi piace molto questo luogo, per la tranquillità che vi ritrovo la sera,
dopo una lunga giornata lavorativa. A casa, ad aspettarmi, ci sono gli
innumerevoli gatti dei vicini, che ormai mi hanno adottata, ed il mio cane
Quasimodo, battezzato così per via della sua andatura un po’ claudicante. Se
penso però che ho rischiato di andarmene da questo piccolo paradiso mi viene da
sorridere. Infatti, nel primo periodo in cui abitavo in questa casa,
succedevano delle cose alquanto strane. Nulla di particolarmente
sconvolgente... una biro lasciata al mattino sul comodino e ritrovata alla sera
sul tavolo della cucina, un rossetto che sparisce e che poi riappare due giorni
dopo...
All’inizio di questi fatti strani pensavo di essere io a ricordarmi male, a
non sapere più dove avevo lasciato un oggetto, ma a lungo andare iniziai a
preoccuparmi seriamente. Pensai addirittura che la casa fosse invasa dagli
spiriti. Cercai però di razionalizzare la situazione e mi convinsi che doveva
essere sicuramente entrato un roditore dispettoso o qualcosa di simile. Un
giorno, prima di uscire per andare al lavoro, sparpagliai della farina sul
pavimento del bagno, luogo preferito dal mio “topo”, sperando così di vedere
almeno le orme dell’animale che si divertiva così tanto a farmi i dispetti.
Quando quella sera rientrai dal lavoro trovai però qualcosa di assolutamente
inatteso. Intrappolata nella farina, che nel frattempo si era bagnata a causa
di una piccola perdita del lavandino, trovai una microscopica fatina. Lì per lì
non riuscii a fare nulla, tanto era lo stupore nel vedere quella creaturina
singhiozzare.
Quando questa però alzò gli occhi verso di me e mi vide, invece di essere
spaventata, mi urlo con tutta la forza che aveva <Perché lo hai fatto? Guarda!
Ora non potrò più volare!>. Singhiozzava, poverina. Cercai di liberarla dalla
farina bagnata, facendo il più delicatamente possibile, e solo quando si trovò
sul palmo della mia mano, finalmente si calmò. Mi chiese di riempire d’acqua
tiepida un catino e senza curarsi troppo della mia presenza, si fece un bel
bagno. Era così felice di essere riuscita a liberarsi le ali da quella
poltiglia appiccicaticcia che non smetteva più di nuotare avanti e indietro
nella bacinella. Le diedi poi un fazzolettino per potersi asciugare, e
finalmente, asciutta e pulita si presentò. <Mi chiamo Mariposa, e sono una
fatina dei boschi>. Mi presentai a mia volta.
<Sai, mi piace molto casa tua> continuò <e così ogni giorno vengo a curiosare
se hai messo qualche oggetto nuovo, o se hai comprato qualche nuova crema. Mi
piacciono così tanto le tue creme!>. Quell’esserino era la cosa più bella che
avessi mai visto: era tutta vestita di rosa, con quelle piccole ali che
cambiavano colore a seconda di come la luce vi si rifletteva.
Mariposa mi chiese il permesso di continuare a venire a curiosare in casa mia.
<Certamente> le risposi <mi devi però promettere due cose. Innanzitutto puoi
usare tutto ciò che vuoi, ma a patto che lasci in ordine, intesi?> la fatina
annuì. <La seconda condizione è che tu venga in questa casa anche quando ci
sono io. Mi farebbe piacere conoscerti meglio, e conoscere meglio il tuo mondo.
Cosa te ne pare? Pensi di poter ottenere il permesso dai tuoi genitori? >. La
piccola scoppiò in una fragorosa risata. Quando riuscì finalmente a parlare mi
spiegò che lei era una fatina adulta e che sicuramente sarebbe venuta
volentieri a trovarmi, senza bisogno di chiedere il permesso a nessuno!
E così da allora Mariposa gironzola liberamente in casa mia. Quando viene a
trovarmi di sera, ceniamo insieme e mi racconta qualcosa del suo “piccolo
mondo”, dal quale noi del “grande mondo” avremmo sicuramente molto da imparare.
Mi ha anche presentato alcuni dei suoi amici, come la strega Ortega ed il mago
Arcoiris, i quali mi hanno raccontato alcuni episodi della loro movimentata
vita. Sono poi diventata molto amica della gnometta Luna, che si diletta a
leggermi pagine del suo diario, dal quale ne escono sempre avventure
fantastiche. Ho conosciuto anche la fatina Azzurra, che mi ha narrato del
periodo in cui era ancora una baby-fatina. Ma non ho mai pensato di trasformare
tutte queste storie in una raccolta di racconti fino al giorno in cui ho
conosciuto Fiore...