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GINNASTICA PER LA FELICITÀ

di Rosa Tiziana Bruno


La parola felicità ormai sa di retorica, è quasi ridicola. Chi ancora ci crede rischia di passare per ingenuo o per folle. Da più parti ci ripetono che sperare in un destino migliore è mera illusione.

L’unica gioia in cui possiamo credere è quella che deriva dell’acquisto di beni di ogni genere. Ma trattandosi di una felicità momentanea, bisogna comprare nuovamente, comprare e comprare. Non c’è altra via d’uscita, sembrerebbe.


Ma davvero è così sbagliato credere nella possibilità di giorni diversi?

E se invece la felicità esistesse?


Magari è già lì, in ciascuno di noi. Va soltanto allenata e tonificata con la ginnastica giusta.

I talenti che possediamo, sono la prova che siamo fatti d’infinito. Le nostre qualità sono immateriali ma vive, e usandole possiamo raggiungere risultati insperati. Nulla vi è di più motivante per un essere umano, a tutte le età, che onorare i talenti racchiusi in lui: far uscire allo scoperto la sua creatività, la sua fiducia, la sua sensibilità affinché influiscano sulla realtà che lo circonda, migliorando una situazione bloccata o stagnante.

Generosità, fantasia, intelligenza, perseveranza, pazienza, coraggio…sono qualità che abitano dentro noi e aspettano di potersi esprimere attraverso le esperienze quotidiane.

I “No, è impossibile, non ce la posso fare” sono una prigione per le nostre qualità. Pensare in questo modo ci rende schiavi e ci impedisce di accedere alla libertà. Nella felicità bisogna crederci, e allenarla, con la ginnastica giusta. Quella che ci aiuta a tonificare i muscoli dell’identità, a fortificare i tendini della fantasia, a rafforzare i legamenti delle emozioni: LA FIABA.

Le fiabe ci ricordano che siamo tutti Re e Regine e perciò non dobbiamo mendicare nulla, mai. Ci guidano nella comprensione di noi stessi e nella scoperta dei nostri talenti. Ci spronano ad essere fermi nella intenzione, pur in mezzo alle avversità. A non ferire e non subire, a sdrammatizzare e a ritrovare la leggerezza del vivere.

Nella fiaba, c’è la possibilità di un incontro delicato e potente con i nostri talenti, ovvero l’infinito che abita in noi e che per agire ha bisogno della nostra partecipazione consapevole.


Ma non solo. Adulti e ragazzi possono ritrovare nelle fiabe “pezzi” di sé, della propria storia, della propria appartenenza culturale. Difatti l’esperienza del racconto accomuna genitori di tutto il mondo. Molte storie, come Cenerentola, hanno attraversato il mondo, colorandosi di scenari diversi. Eppure le differenti versioni mantengono una sorprendente uniformità nei personaggi e negli eventi che le rende simili.

Le fiabe di paesi lontani sono preziose, perché forniscono informazioni sul mondo e leggerle aiuta a rintracciare differenze e analogie fra noi e gli altri. Ci permette di incontrare una pluralità di linguaggi, di stili, di alfabeti. Solo se conosciamo, impariamo ad avere meno paura di chi è diverso e comprendere che tra noi esistono elementi comuni che possono avvicinarci.


Dunque la fiaba è ginnastica per la felicità, per l’individuo come per i popoli. Perché siamo legati gli uni agli altri da un filo sottile, e solo con lo scambio reciproco possiamo sperare di entrare in contatto con il nostro infinito e raggiungere quel che desideriamo.


In questa rubrica praticheremo insieme la ginnastica della felicità, per diventare Re e Regine, tutti.

Benvenuti!

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