Le interviste

 

 

Una scrittrice si racconta: a colloquio con Francesca Capelli

 

A Riccardo, 8 anni, della scuola Alfieri di Torino, piace molto la faccia di Francesca Capelli, sempre sorridente, ma gli piacciono anche il suo ordine e le sue parole.

Nel laboratorio che ha condotto a scuola, Francesca ha raccontato il suo percorso di studi dal Liceo linguistico alla Scuola di giornalismo, ma prima di intraprendere gli studi seri che l’hanno portata ad affermarsi come traduttrice, giornalista scientifica e come autrice di libri per ragazzi, le è capitato uno di quei piccoli e significativi episodi che possono trasformare le idee in sogni. All’età di 8 anni, dopo aver composto un tema in classe che era particolarmente piaciuto alla maestra, è stata invitata ad andare a leggerlo nella classe quinta, quella dei grandi, ricevendo da loro i meritati complimenti e scoprendo così da quel giorno, il piacere di scrivere per gli altri.

Con Francesca i bambini dell’Alfieri hanno parlato di mobilità sostenibile, di inquinamento; lei non ama la macchina inoltre dice di essere anche un po' imbranata in bicicletta, ma a quest'ultima battuta nessuno le ha creduto!

Adora però le camminate in montagna con le pedule, i ramponi o le ciaspole. E’ orgogliosa d’essere mancina, ama i musei e le piace iniziare una buona giornata con yogurt e mirtilli…meglio se con gli amici!


 

 

 

 

 

Le abbiamo chiesto...


C'è una fiaba o un libro a cui sei particolarmente affezionata? Tra i ricordi di quando eri bambina quali i sono i momenti che ti legano alle fiabe?

Ho imparato a leggere molto presto, quindi non ricordo un momento della mia infanzia senza un libro. Uno che ho riletto fino alla consunzione si intitolava “Storia di un viaggio che non finisce mai”, un libro che era stato a suo tempo di mio madre – quindi con un forte significato simbolico – e raccontava, in parafrasi, l’Odissea. Ricordo solo il titolo. Ho provato a rintracciare l’autore in tempi recenti, ma senza risultato. La sera a casa nostra, finché io e mia sorella non abbiamo avuto 12-13 anni, la tv era proibita. Però per anni mia madre ci ha letto, prima di dormire, un capitolo di un libro (poi io ero autorizzata a leggere il mio libro “privato” ancora per 10-15 minuti,infine si spegneva la luce). Mia mamma – che non ringrazierò mai abbastanza per questo - dice che era un momento della giornata bellissimo anche per lei, che si divertiva a leggerci le storie che, da bambina, aveva amato, e in effetti ci trasmetteva questo piacere. I miei preferiti sono stati “Piccole donne” (anch’io ho subito l’insano fascino di Jo e mi sono identificata in lei, forse per questo sono diventata scrittrice?) e “Il giardino segreto”.



Se fossi un personaggio delle fiabe o favole quale saresti e con quali parole ti descriveresti?

Io sono Alice nel paese delle meraviglie. Quando trova un biscotto che dice “mangiami” o un liquido che dice “bevimi”, non si pone nemmeno il problema se farlo o no. E’ troppo curiosa nei confronti della vita e se la mangia a bocconi. Credo di essere così.



Giornalista “già a nove anni”. ma che cosa ti ha fatto avvicinare alla letteratura per l'infanzia?

Nel 1998, quando ancora lavoravo a “Newton” (mensile della Rcs) mi chiesero di scrivere un libro per bambini sul corpo umano, che uscì per Dami (“La macchina uomo”). Mi divertii talmente tanto che decisi che prima o poi ne avrei fatto un lavoro a tempo pieno. I libri per me sono stati fondamentali, consolatori, fondanti nella mia infanzia. E mi piacerebbe che lo fossero anche per altri bambini.


 


Veruska non vuole fare la modella” (ed.S.Paolo) è un libro che presenti nelle scuole raccontandolo in modo originale e divertente. E' un modo inusuale per una presentazione ma è molto interessante. Come nasce questa idea?

Ai bambini non si può proporre la classica presentazione “da adulti”. Il libro va raccontato in una forma teatrale, accattivante (oltretutto il teatro è un altro dei miei amori, quindi mi piace cogliere l’occasione per montare vere narrazioni orali). Inoltre, con i bambini, la presentazione deve essere accompagnata da un laboratorio creativo che aiuti ad attribuire senso all’esperienza. “Fare” – soprattutto se si tratta di attività artistiche, con delle immagini – incide sulla corteccia cerebrale molto più che ascoltare discorsi teorici in cui l’autore spiega “il messaggio” del libro.



 

La maggior parte delle tue pubblicazioni riguarda vari progetti educativi e il tuo recente libro parla del terremoto del 2009 all'Aquila. C'è un tema che ti piacerebbe raccontare ai bambini e che non hai ancora avuto modo di realizzare?

Sì, mi piacerebbe parlare di famiglia in modo diverso da come è stato fatto finora, senza la solita retorica tutta italiana. Ci sto lavorando.


* Curiosa nel sito che Francesca ha fondato nel 2001 RAGAZZINET.it


BIBLIOGRAFIA


L’estate che uno diventa grande
(Sinnos, 2010, 112 pagine, 11 euro)

Il grande cane nella città fantasma
(Prìncipi & Princìpi, 2010, 32 pagine, 14 euro)

Nella città dell’Aquila, squassata dal terremoto, un grande cane grigio aspetta ostinato il ritorno dei suoi padroni. Non sa che non torneranno. Aspetta al suo posto, come un “bravo cane” deve fare. Un giorno arriva in città una “casa con le ruote”. La famiglia che ci vive lo adotta: la madre gli porta da mangiare, un bambino lo accarezza e un ragazzo più grande lo fa giocare con una pallina prima di andare via, tutte le mattine, con una fisarmonica. Ma un giorno, arrivano due uomini in divisa…
Nato dall’esperienza dell’autrice all’Aquila, il libro racconta il terremoto con un linguaggio che non è quello della cronaca giornalistica, ma quello - simbolico - della fiaba.
Le illustrazioni di Brunella Baldi raccontano una storia nella storia.

Mi prendo cura di te
(Giunti Progetti Educativi, 2010, 64 pagine, 3,90 euro)

Catherine Stern
La biodiversità a piccoli passi
(traduzione e adattamento)
(Giunti, 80 pagine, 9,50 euro)

100 storie della buonanotte
(Giunti, 2008, 12 euro)

Veruska non vuole fare la modella
(San Paolo, 2008, 7,50 euro)

Maneggiare con cura – la Provincia di Firenze per un ambiente migliore
(Giunti Progetti educativi, 2004, edizione fuori commercio)

Alto Adige, terra di arti e mestieri
(Giunti Progetti Educativi, 
2005, 14 euro)

Dove lo butto? - Quando i rifiuti diventano risorse
(Giunti Progetti Educativi, 2005, 3,90 euro)

Amo l’acqua - Piccoli consigli per salvare ogni goccia
(Giunti Progetti Educativi, 2006, 3,90 euro)

Io ci sto… quindi partecipo! Guida all’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna
(Giunti Progetti Educativi, 2007, edizione fuori commercio)

Curiosi Consumatori Consapevoli - Alla scoperta della buona agricoltura
(Giunti Progetti Educativi, 2007, edizione fuori commercio)

Missione possibile! Una sfida per battere le malattie genetiche
(Giunti Progetti Educativi, 2007, edizione fuori commercio)

 

 

Un pomeriggio con Stefano Faravelli

 

L’entrata da un portoncino rosso preannuncia un luogo insolito, una scala a salire ci introduce in uno scrigno che racchiude un piccolo Regno in Divenire. Ogni oggetto in questo scrigno ha una storia, una ricerca, emana il calore di ciò che si fa con amore e ha il dono prezioso della Meraviglia.

Si possono trovare ingegnosi distillatori di lacrime di coccodrillo, realizzati in miniatura o prototipi di misuratori di lingua di formichiere. Coccodrilli dipinti ormai sazi, su cui gravitano intere collezioni di cappelli da esploratore in ricordo dei loro temerari possessori, unici resti del loro passato avventuroso. Una giungla indiana dall’apparente tranquillità, dentro la quale solo occhi attenti e curiosi possono intravedere trenta animali diversi.

Stefano Faravelli come un Cappellaio Matto in un luogo senza tempo, scompare e riappare portando con sé quadri, taccuini e ricordi.

Di animo gaio, ci diverte rivelando la sua passione per i basilischi, creature bizzarre dai denti aguzzi e le teste enormi, dei quali possiede una particolare collezione racchiusa in piccole teche di legno e cristallo. Un leggero fremito mi coglie nell’osservarli, sapendo che il loro sguardo mortale e il loro fiato pestilenziale ne fanno gli esseri più pericolosi che esistano.

Insieme ai basilischi anche scimmie, tigri, uccelli fanno parte di un bestiario che Faravelli ama dipingere con grande cura del dettaglio e il cui habitat è il nostro immaginario, come le sirene. Ce ne sono ovunque sulle pareti. Timide, a mostrarci il profilo o più ammiccanti e sensuali, immerse nelle acque o serenamente adagiate su uno scoglio che solo noi spettatori sappiamo essere il dorso di una balenottera.

Conosci la storia di Melusina? - mi dice mostrandomi una donna dipinta nell’atto di dedicarsi al bagno, riflessa in uno specchio - E’ la storia di una bellissima fata, condannata a trasformarsi in serpente dalla vita in giù. Il castigo sarebbe durato fino a che ella non avesse sposato un uomo capace di mantenere la promessa di non guardarla nel giorno di sabato. Per sua sventura, colui che sposò, un cavaliere di nome Raimondo, non mantenne la parola data e la spiò, mentre si faceva il bagno, scoprendo il suo segreto e cacciandola per sempre. La leggenda narra che lo spettro di Melusina vaghi per la terra, triste e sofferente”.

Come Melusina, ogni creatura presente in questo scrigno ha qualcosa di ambiguo, di incerto; non è sempre ciò che vediamo e a volte diventa ciò che vorremmo vedere, in una trasformazione affascinante che cattura l’attenzione e ci sospinge verso il magico.

Ma dove sono finita? – direbbe Alice oltrepassando il portoncino rosso – qui nulla ha senso!”. Eppure inspiegabilmente chi passa da questo portoncino condivide il viaggio in un immaginario stravagante che in qualche modo ci è familiare.

Il nostro invito è di curiosare nel suo sito internet  www.stefanofaravelli.it  per scoprire i suoi Giardini Segreti, il suo Mundus Imaginalis, permeati di atmosfere fiabesche e la prossima mostra di acquerelli che dedicherà ad Alice nel Paese delle Meraviglie, di sicuro dopo averla invitata nel suo Regno in Divenire.



Stefano Faravelli

Nasce a Torino nel 1959 dove studia pittura all'Accademia di Belle Arti. La passione per le religioni e le filosofie orientali lo porta a laurearsi all'Istituto di orientalistica con una tesi in filosofia morale. Pittore raffinato, espone in mostre personali e collettive, in Italia e all'estero a partire dal 1986. Scenografo, creatore di marionette, illustratore e peintre-savant. Nel 2004 vince in Francia il premio per il migliore carnet di viaggio. I suoi libri in Italia sono editi dalla casa editrice EDT.

Sono andato.
Armato della lampada, dei miei colori e pennelli – l’atelier tascabile –
dei libri letti e amati e soprattutto della fame di Vero e di Bello,
l’uno sogno e segno dell’altro.”

Stefano Faravelli


4 Marzo 2010                Monica Regis