Letto per voi
Didderendé daddéro: una lingua tutta nuova per il piccolo Piripù
di Serena Gaudino
Tararì tararera non è un libro nuovo ma rappresenta un nuovo modo di parlare ai bambini e a convincerli che dentro le pagine trovano un mondo di meraviglie che aspetta proprio loro per essere vissuto.
Il progetto di Emanuela Bussolati, bravissima ed eclettica scrittrice e illustratrice, nasce da un’idea semplice ma molto interessante: raccontare storie ai lettori più piccoli con una lingua che comunica puro piacere. Un incrocio di immagini eloquenti, di parole musicali che però non hanno un significato intrinseco ma significano in quanto legate all’immagine e all’idea che la stessa immagine vuole trasferire.
La lingua, insomma, che qui utilizza la Bussolati, è una lingua tutta nuova, una follia, direbbe qualcuno, un particolarissimo gramlot, o che altro? Nulla: è solo un’intuizione di lingua che trasmette, appunto, puro piacere, una lingua totalmente inventata che si basa però sul recupero dell’onomatopeicità delle parole e delle immagini (della stessa Bussolati) e che chiede complicità ai lettori adulti invitandoli a esprimersi anche con il viso e con il corpo.
La lingua Piripù è quella che parla la famiglia Piripù e in particolare Piripù Bibi che dispettoso e un po’ ribelle si perde nel bosco, incontra un lupo, poi un serpente e alla fine un elefante. Prima di essere, finalmente, ritrovato dalla sua famigliola che prima se lo abbraccia e poi lo sgrida per la sua ennesima marachella.
Tararì tararera è un miracolo dell’editoria. Un libro esperimento che solo la casa editrice Carthusia poteva apprezzare (trasformandolo nel primo volume dell’intera collana “La biblioteca di Piripù”) e proporre sul mercato. Una scommessa vinta con il pubblico dei piccoli lettori e quello dei critici che l’ha designato nel 2010 del prestigioso Premio Andersen.
Una curiosità: alla fine del 2010 il libro è stato utilizzato per un laboratorio dalla Biblioteca Le Nuvole del Centro Hurtado di Scampìa (quartiere di Napoli tristemente noto per le guerre di camorra svoltesi dal 2004 all’inizio del 2006). I bambini se ne sono innamorati!
Tararì tararera.
Storia in lingua Piripù per il puro piacere di raccontare storie ai Piripù Bibi
di Emanuela Bussolati
ed.: Carthusia
Collana: La biblioteca di Piripù
euro 13,90
L’incredibile storia di Sundjata: dalla voce dei griots alla penna di Donatella Ziliotto
di Serena Gaudino
L’incredibile storia di Sundjata imperatore mandingo, di Donatella Ziliotto fu pubblicata all’inizio degli anni ’80 per la prima volta dalla casa editrice Mondadori con le illustrazioni di Emanuele Luzzati. Dopo più di vent’anni la Beisler decide di portarla di nuovo sugli scaffali delle librerie con una nuova revisione a cura di Chiara Belliti e con le illustrazioni di Fabian Negrin. Un fuori collana coraggioso per la piccola casa editrice romana che da anni ormai volge prevalentemente la sua attenzione soprattutto alla letteratura nord europea.
Verso la fine degli anni ’70 quando ancora la Ziliotto lavorava in RAI, le fu suggerito un documentario sull’affascinante terra del Mali. Il paese delle storie e dei cantori, dei griots in particolare. Lei colse l’invito al volo e senza sapere che quello sarebbe stato solo l’inizio di una avventura avvincente e misteriosa attraversò pericoli, paesaggi fantastici e conobbe un popolo stupefacente, nel vero senso della parola. E quando fece ritorno in Italia ciò che si portò nel profondo del cuore, oltre ai meravigliosi colori del Paese africano, furono le voci e le storie dei griots: i cantori a cui è affidata la memoria del Mali: guerrieri, cacciatori, musicisti, guaritori, buffoni che cantando con l’accompagnamento di vari strumenti popolari - tra cui il balafon, il nkoni, il kora il bolon o il tamani – raccontavano, e ancora raccontano, storie di uomini e di re, miti e saghe familiari.
La storia del grande imperatore comincia ancora prima della sua nascita: quando un cacciatore predice a un giovane e bellissimo re l’imminente incontro con una donna che assomigliava a un bufalo, donna che sarebbe dovuta essere la madre del suo primogenito, la madre del suo discendente, del futuro re. E così accade. Maghan Kon Fatta sposa la donna bufalo ma invece di nascere un ragazzino forte e coraggioso, il re vede crescere un bimbetto con una testa enorme su un collo sottilissimo, senza parole, con gli occhi troppo grandi e troppo perso nella sua vita marginale, fuori dal giro degli altri ragazzini ma soprattutto, senza cervello!
Per il dispiacere il re abbandona la povera Segolon, si risposa e ha, dalla nuova moglie, un altro ragazzino, certamente più sveglio che diventa presto grande amico del suo fratellastro.
Quando un giorno però Segolon, rivolgendosi al suo Sundjata con gli occhi pieni di lacrime gli chiede di arrampicarsi almeno su un albero per portarle qualche foglia di Baobab, il ragazzino mortificato, improvvisamente pare rinascere e fattosi portare un pesantissimo pezzo di ferro realizza un arco immenso col quale, da quel momento, va a caccia e torna sempre carico di prede tanto da sfamare l’intero villaggio. Ma la fortuna non gli sorride ancora e insieme alla madre deve fuggire per evitare l’ira della sua matrigna che spaventata da cotanta potenza gli invia un terribile sortilegio. Cominciano così le peregrinazioni, le grandi battaglie contro maghi e magie, perfide regine e imperatori folli… fino a che Sundjata finalmente raggiunge la potenza di un capo, e come capo riconosciuto da tanti libera il suo popolo dalla schiavitù e lo riunisce sotto un’unica bandiera: la bandiera del Mali, uno degli Stati più antichi dell’Africa.
E’ questa, in breve L’incredibile storia di Sundjata, imperatore mandingo: una storia densa a cui appartengono tutti i più utilizzati stratagemmi fiabeschi. Protagonista, antagonista, aiutante e oggetti magici la fanno da padrone e costituiscono la base per un percorso culturale giusto per i ragazzini (il libro è consigliato dai 10 ai 13 anni) che vogliono-devono approfondire il genere letterario “fantastico”. Ma non solo. La storia della Ziliotto, scritta in modo assolutamente geniale con emozionanti descrizioni, è anche un importante punto di partenza per affrontare il tema delle origini, della famiglia e del racconto autobiografico. Oltre a un lavoro sulle illustrazioni di Fabian Negrin che, diversamente da Luzzati, sperimenta un interessantissimo intreccio tra la sua cultura sud americana e quella africana colorando le immagini con i colori tipici dell’Argenitina: giallo, rosso, violetto, oro, blu… in un affascinante mondo meraviglioso e fantastico in cui nessuno dei personaggi ha le scarpe, e i vestiti non sono altro che morbide casacche che cascano fino a terra, sulla strada che è il tramite per stabilire il contatto con la realtà.
Come un viaggio d’iniziazione L’incredibile storia di Sundjata imperatore mandingo è un percorso arduo e fascinoso che annuncia già nella sua integrità la meravigliosa vena creativa e narrativa della brava Donatella Ziliotto, per anni non solo autrice ma anche grande editor della Salani.
Rosa Tiziana Bruno "I ladri di favole"
di Monica Regis
A cavalcioni di un' enorme forchetta magica, Angiolina sfreccia nei cieli del mondo, dove i confini non si percepiscono, come accade tra le favole. Nei paesi che attraversa incontra tanti amici , ognuno dei quali la invita a scoprire la propria cultura così diversa dalla sua. I suoi amici sono i protagonisti delle favole rubate dalla Banda degli Storti, un esercito di energumeni che rende grigia ogni cosa incontrata sui loro passi. Senza le loro storie questi personaggi diventano tristi, come triste è la gente senza fantasia.
Angiolina, bimba testarda, l'unica che vuole aiutarli, ha imparato dalle favole che bisogna lottare per ciò che si vuole con coraggio ed entusiasmo, soprattutto quando si deve difendere la fantasia che si sa è il regno dei piccoli, anche se gli adulti si ostinano spesso a voler dirigere il mondo da soli!
Rosa Tiziana Bruno con "Ladri di favole" ci invita ad accogliere la ricchezza dei messaggi delle favole di tutto il mondo con la curiosità e la tenerezza di Angiolina e con la continua voglia di scoprire che cosa ci accomuna agli altri e cosa ci distingue.
L'autrice Rosa Tiziana Bruno presenterà il 25 ottobre alle 16.30 presso la libreria Spazio Coop di Torino (Piazza Castello 113) il suo nuovo libro I ladri di favole.
Letto per voi
