Con il naso all'insù


Chissà che emozione dev' essere stata, guardare per la prima volta la Luna in modo tanto ravvicinato.

Ben quattrocento anni fa, Galileo Galilei usava il primo telescopio per ammirare i mari della luna, meravigliosi diceva Rodari, per chi non sa nuotare!

Nel 1609, Galilei grazie al telescopio fece le prime scoperte fondamentali per l' astronomia e nell' anno 2009 ne ricorre l' Anniversario. Contribuì in questo modo a rendere famoso questo strumento che gli permise di osservare per primo i satelliti di Giove. Lo chiamava “perspicillum” che deriva da perspicio e significa guardare in profondità, per lo scienziato era quindi come penetrare con lo sguardo la realtà dell' Universo.

I pianeti e le stelle più vicine alla Terra si lasciarono guardare mostrando tutta la loro meraviglia. Da quel giorno, di stelle, i cieli lontani ce ne hanno donate tantissime, da doverci inventare per loro i nomi più strani. Anche se,da qualche parte nel profondo cielo blu, ci sono ancora molte stelle senza un nome, e a noi piace immaginarle così come le descriveva Rodari :“ ...stelle comuni, nessuno le cura ma per loro la notte è meno scura”.

 

 

La luna

 

 

Sospesa nel cielo

tra stelle lucenti,

illumina il cuore

ai notturni viandanti.

Compagna fedele

dell'uomo di mare,

lontano da casa può solo sperare

che tu nella notte lo possa portare

nei posti sicuri,

affinchè dai suoi cari

lui possa tornare.

Ognuno di noi la notte riposa,

tu vegli su tutti

e ascolti ogni cosa.

E quando ti mostri

brillante e maestosa,

ti guardo e capisco

ma è solo un istante

che tu sei contenta

e ti senti importante.

Le notti a venire

diventi calante

sempre più cupa,

sempre più triste,

forse perchè ascolti

le angosce,i dolori e lamenti,

e il male nascosto in tutte le genti.

E forse per questo cominci a sparire :

perchè hai paura che tu possa soffrire.

Ma prima di andare, fammi un favore,

fammi sperare che tu possa tornare

affinchè nel mio cuore

io possa capire

che sei stata creata

per chi come me,ha bisogno d'amore.


Emanuela e Antonio Di Pietro