Il mondo di Ludmilla

 

Lassù, nell’immensa galassia dove vivono miliardi di mondi luminosi, era nata Ludmilla, una piccola stella che però non aveva luce. Mamma Luna, aveva provato di tutto, aveva speso un capitale per farle un trapianto di raggi solari, ma non era servito a nulla, Ludmilla sarebbe rimasta per sempre la stella invisibile. Era così invisibile che nessuno si accorgeva della sua esistenza, solo mamma Luna riusciva a percepire la sua presenza attraverso onde magnetiche. Ludmilla però, un vantaggio l’aveva; poteva girovagare indisturbata per le vie del cielo, anche quando il sole la faceva da padrone. Durante il suo peregrinare, si fermava spesso ad ammirare la terra. Si chiedeva quale strano mondo fosse quello laggiù, senza luce propria, eppure così ricco di colori e di luci; non ce n’era un altro simile in tutta la galassia, le sarebbe piaciuto visitarlo. E poi il mare, il mare da lassù le sembrava un altro cielo. Forse quello era il posto adatto a lei.


Se ne andava così fantasticando, quando un giorno, notò in mezzo all’oceano un’isola bellissima, era di un verde così brillante e intenso che Ludmilla ne rimase affascinata. Si sentì fortemente attratta, e sentì il desiderio di immergersi, anche solo per un attimo in quel bellissimo colore. Nessuno poteva vederla così si lanciò a capofitto verso quella splendida macchia verde.

Purtroppo non calcolò bene la distanza ed arrivò così pesantemente sull’isola, che questa iniziò ad inabissarsi trascinando con sé anche la stella. Nell’impatto con l’acqua gelida dell’oceano, Ludmilla divenne incandescente poi si cristallizzò. Il suo corpo divenne così una specie di scudo protettivo attorno alla piccola isola. Scivolarono così, avvinghiate l’una all’altra nell’estremo tentativo di salvarsi a vicenda. Ludmilla chiuse gli occhi abbandonandosi al destino, ma poco dopo sentì uno scossone e si ritrovò incastonata in un’ampia insenatura dentro una barriera di corallo. Si sentiva frastornata, ma il suo pensiero andò subito alla sua isola. Per un attimo ebbe paura di non trovarla più, poi la vide, dolcemente addormentata dentro le sue braccia. Protetta dal suo involucro, era rimasta intatta con tutto il suo carico prezioso di vita e di vegetazione. Ludmilla non aveva mai visto nulla di così bello in tutta la sua vita, provò una forte emozione, un sentimento meraviglioso che le faceva palpitare il cuore.


Ora Ludmilla non era più la stella senza luce, il suo corpo si era trasformato. Col riflesso dell’acqua e lo splendore dei coralli, era diventato luminoso, come una vera stella, ma lei non lo sapeva. La profondità non era molta e i raggi del sole riuscivano a raggiungerla e a scaldarla e Ludmilla, accarezzata dal quel tepore, chiuse gli occhi e si addormentò. Si addormentò e sognò di essere diventata la stella più splendente dell’universo.

Lassù, nella galassia, nessuno si accorse della sua assenza, solo Mamma Luna continuò a cercarla senza stancarsi, ispezionando ogni notte i più reconditi angoli dell’universo. Ludmilla dormì così, abbracciata alla sua isola, per molti, molti e ancora molti secoli. Protetta dal corpo della stella, la vita sulla piccola isola aveva continuato a proliferare. La vegetazione aveva ormai riempito ogni angolo dell’insenatura e gli animali avevano continuato a riprodursi e a vivere in perfetta armonia fra loro. In quel piccolo mondo sommerso si stava compiendo un meraviglioso prodigio, con il passare dei secoli, si erano mantenuti in vita le più diverse specie di animali ormai estinti sulla terra. Passarono molti, molti e ancora molti secoli, poi un giorno Ludmilla si risvegliò. Si guardò e non si riconobbe; interamente ricoperta di radici e di foglie, era diventata verde come la sua isola. Intorno a lei proliferava ogni tipo di vegetazione, sentì il profumo del muschio e dei fiori, non sapeva cosa fosse, ma le piacque. Era felice perché si sentiva viva così come lo era la sua isola.

Quella notte, il chiarore della luna illuminò l’oceano accarezzando la superficie dell’acqua proprio sopra di lei. Quella luce fu per lei come un richiamo, si ricordò improvvisamente della sua galassia, di mamma Luna e delle sue innumerevoli sorelle e cominciò a sentire nostalgia. Il suo cuore iniziò a battere forte, così forte che mamma Luna captò quel battito, guardò verso la terra e la vide. Non poteva sbagliarsi, la sua piccola era là. Radunò tutta la sua forza magnetica di cui disponeva per attirare a sé la sua piccola. Ludmilla cominciò a ricaricarsi, si sentiva elettrizzata e iniziava a percepire una forte attrazione verso l’alto. Desiderava tanto tornare lassù, ma non poteva abbandonare la sua isola, senza di lei sarebbe morta e con lei tutto il suo carico. di vita,. Avvertiva sempre di più quella forza dirompente che la attirava verso l’alto, doveva decidere subito, raccolse tutte le energie, si raggomitolò ancora di più attorno a quel suo fantastico mondo verde, e finalmente si abbandonò alla forza magnetica dell’universo. Si sentì trasportare in un baleno fin sopra l’acqua dell’oceano, e poi da lì attraverso il cielo, come una meteora, arrivò lontano, oltre i confini della volta celeste, dove si arriva solo col pensiero.

Ora Ludmilla vive lassù, splendida più che mai, non ha più l’aspetto di una stella, assomiglia ad uno di quegli innumerevoli mondi che si muovono nell’universo, ma il suo colore é verde smeraldo, proprio come aveva sempre sognato. Le stelle non la riconoscono e non credono neppure alla sua storia fantastica.


Nessuno sa dove sia ora Ludmilla, ma una cosa è certa, esiste davvero e un giorno non lontano, qualcuno la scoprirà, e proprio da lì avrà inizio una nuova splendida avventura. L’avventura di una nuova vita, come la nostra; quella meravigliosa del mondo segreto di Ludmilla.


Tommasina Cocco